dieta corta, vita lunga
mar 14
Che esistessero correlazioni tra alimentazione e longevità è universalmente noto. Tutti sanno che una sana alimentazione è lo strumento migliore per prevenire molte patologie, legate al sovrappeso e all’obesità, come il diabete e le malattie cardiovascolari.
È chiaro quindi come prevenendo malattie importanti e complesse sia possibile incidere in maniera positiva sull’aspettativa di vita e sulla sua qualità.
Il collegamento tra alimentazione e aspettativa di vita però, non è solo legato ad un meccanismo di prevenzione. Da sempre l’uomo, nella sua ricerca del contatto con il divino e nel desiderio di affrancarsi dalla ineluttabilità di una vita troppo breve, ha attribuito significati diversi all’alimentazione. La storia delle diverse Civiltà è piena di esempi relativi a pratiche alimentari finalizzate ad esaudire il desiderio umano di immortalità: pinne di pescecane, testicoli di belve, corno di rinoceronte e l’elenco potrebbe essere lunghissimo.
In realtà, l’utilizzo della dieta e dei cibi funzionali come strumento di prevenzione e di “terapia” anti – invecchiamento, rappresenta un campo di ricerca molto attivo e particolarmente attraente, essendo l’alimentazione una necessità quotidiana e potendo così rappresentare una sorta di terapia continuativa, totalmente priva degli effetti indesiderati tipici del farmaco.
C’è un altro aspetto però, che sta guadagnando progressivamente interesse nel modo scientifico e che fa immaginare risvolti applicativi interessanti: la Restrizione Calorica (CR).
Alcuni ricercatori, già nella prima metà del secolo scorso, avevano dimostrato che, in alcune specie animali semplici, una riduzione calorica del 30 – 40% rispetto alla dieta normale portava ad un aumento significativo della longevità e a una riduzione altrettanto significativa di patologie croniche quali cancro, diabete e disturbi neurodegenerativi.
L’equivalenza: meno calorie consumate = maggiore ritardo del processo di invecchiamento è stata oggetto di ulteriori studi ed approfondimenti che hanno portato, in tempi più recenti alla scoperta dei meccanismi biologici che ne stanno alla base.
La restrizione calorica determina l’attivazione a livello genetico di alcune famiglie di enzimi, definite Sirtuine, che agiscono sul metabolismo della cellula e sulla sua respirazione, riducendo la produzione di radicali liberi.
Gli sforzi del mondo scientifico sono ora concentrati nell’individuazione di sostanze, naturali o di sintesi, in grado di attivare questo meccanismo di protezione, senza ricorrere necessariamente ad una riduzione del consumo di cibo.
Attualmente, la sostanza più significativa che ha mostrato tale effetto è il Resveratrolo (composto polifenolico), presente nell’uva e nel vino rosso.
Sembra che questo meccanismo sia alla base di quello che viene definito il “paradosso francese” (media di infarti inferiore ad altri paesi europei, inclusa l’Italia, nonostante un altissimo consumo di burro e grassi), correlato all’alto consumo di vino rosso che , per merito del resveratrolo in esso contenuto, funzionerebbe da protettivo per il sistema cardiovascolare.
Recenti studi, ancora in corso, stanno confermando le prime evidenze scientifiche dell’efficacia anti invecchiamento del resveratrolo nei mammiferi superiori e delle sue potenzialità nella prevenzione di svariate patologie croniche collegate all’obesità.
Quindi, nell’attesa di una pillola anti invecchiamento a base di resveratrolo, ci possiamo consolare con un buon bicchiere di vino rosso, ovviamente ai pasti ed in quantità moderata.


25 nov alle 05:51
Ottime osservazioni ma bisogna necessariamente citare lo yogurt in una tesi di dieta corta per far tornare meglio il ragionamento
25 nov alle 09:08
Nessun problema a citare lo yogurt anzi, parlando di alimentazione funzionale e nutraceutica non si può non parlarne. Sarà sicuramente l’oggetto di un prossimo post specifico.
Un saluto
N. A. Fortunati
10 gen alle 16:18
vorrei sapere se è vero che lo yogurt associato all’acqua può provocare vomito. Qualcuno sa rispondermi?
10 gen alle 17:40
Buonasera Elisabetta,
non mi risulta che lo yogurt associato all’acqua acquisti attività emetica, vale a dire la capacità di provocare il vomito. Se aggiunto a sostenze acide potrebbe creare qualche problema digestivo, alterando le caratteristiche dello yogurt stesso, ma con l’acqua non succede proprio nulla.
Sperando di essere stato di qualche aiuto Le invio un caro saluto.
N. A. Fortunati
31 gen alle 13:50
conosce la dieta metabolic balance? ne ho sentito parlare molto soprattutto collegato a disturbi di salute e perdità di peso a lungo?
04 feb alle 10:01
Buongiorno, sono Laura Bettarini, dietista. Riguardo alla sua domanda le suggerisco che il buon senso, alla fine, è sempre la scelta migliore. Cosa significa? Tutti i giorni c’è qualcosa “di nuovo” in ambito alimentare, scoperte su scoperte, elisir di lunga vita, alimenti miracolosi ecc. Io penso che la risposta sia più semplice di quanto si possa pensare. Personalmente, dopo che ho capito quali sono i bisogni della persona, agisco di conseguenza. Le linee guida di una alimentazione corretta sono poche, semplici ed uguali per tutti. Si tratta di riuscire a modificare il comportamento che, evidentemente, fino a quel momento non è stato corretto. Quindi, educandomi, riuscirò a far fronte a tutte le situazioni. Solo in questo modo, perderò peso, lo manterrò, mi sentirò meglio fisicamente e psicologicamente. Buon weekend