Cellulite e adiposità localizzata
mar 05
La cellulite è un’alterazione del tessuto adiposo dovuta principalmente al cattivo funzionamento del sistema circolatorio periferico, proprio di quei piccoli vasi che irrorano le parti più esterne del corpo ed in particolare la cute ed il tessuto sottocutaneo, dove si trova il grasso di deposito.
Il deficit circolatorio determina all’inizio una fuoriuscita di liquidi dai capillari nel tessuto interstiziale posto fra le cellule adipose. Tale fenomeno, quando assume proporzioni importanti, è la causa della sgradevole sensazione di gambe pesanti che a volte si accompagna alla cellulite. Inoltre, distendendo le fibre nervose dei tessuti può causare anche dolore.
Se questo stravaso di liquidi (acqua) non regredisce, ma anzi peggiora, l’organismo tenta di riparare al problema con una sorta di processo cicatriziale che porta a un proliferare di fibre connettivali nel tessuto adiposo, sempre più fitte, spesse e rigide fino, in qualche caso, allo sviluppo di veri e propri noduli.
La fibrosi del tessuto adiposo è responsabile del fenomeno della cosiddetta pelle a “buccia d’arancia” o a “materasso” che è tanto più evidente, quanto più è rappresentato il tessuto adiposo.
Il quadro descritto, se non trattato, innesca un circolo vizioso di deficit circolatorio – edema – fibrosi – deficit circolatorio e così via.
Anche il sistema linfatico è presto compromesso e l’edema, vale a dire l’acqua uscita dai vasi capillari, può solo peggiorare. Inoltre, se il sistema linfatico non funziona a dovere, rimangono nei tessuti molte sostanze inutili e dannose, derivanti dal metabolismo cellulare.
La cellulite, che colpisce quasi esclusivamente il sesso femminile, può però essere trattata con successo, attraverso un percorso personalizzato fatto di corretta alimentazione, movimento mirato e trattamenti topici mirati e specifici per il tipo di cellulite.
Molto spesso si rimane delusi dall’efficacia dei trattamenti ed è quasi opinione comune che dalla cellulite non ci si possa liberare.
In realtà, spesso l’inefficacia dei trattamenti è dovuta a un cattivo inquadramento diagnostico del problema e quindi all’applicazione di metodiche errate.
Questo deriva usualmente dal confondere quelli che sono semplici accumuli localizzati di tessuto adiposo (per es. le culottes del chaval), tipici della donna, con cellulite. Spesso i due quadri si possono presentare contemporaneamente e, di sovente, accompagnati anche da altre situazioni concomitanti che vanno puntualmente individuate.
Le adiposità localizzate sono tipiche del sesso femminile e sono dovute a fattori genetici, legati sostanzialmente al ciclo riproduttivo e quindi agli ormoni. Sono tipicamente evidenti ai fianchi, sulla faccia esterna della coscia, all’interno delle ginocchia e sull’addome. La differenza sostanziale che esiste fra il grasso di deposito e le adiposità localizzate è che nel primo caso l’aumento di volume è dato dall’aumentato accumulo di grassi all’interno delle cellule, mentre nel secondo caso si tratta di un aumento del numero delle cellule adipose.
Mentre per la cellulite propriamente detta il trattamento più adeguato è quello del sostegno circolatorio e della riduzione della fibrosi, per le adiposità localizzate occorre utilizzare metodiche atte alla mobilizzazione dei grassi dalle cellule adipose (lipolisi) o alla vera e propria distruzione delle cellule adipose stesse (lipoclasi). Quest’ultima metodica è particolarmente indicata per le adiposità localizzate, per le quali la sola azione lipolitica non porta a riduzione significativa della massa in quanto essa è dovuta soprattutto ad un aumentato numero di cellule adipose.
Solo la combinazione precisa dei vari interventi, unitamente ad un corretto stile di vita in termini alimentari e di movimento, possono portare a risultati soddisfacenti e duraturi.
È quindi evidente come sia necessario mettersi nelle mani esperte di un medico competente, in grado di valutare gli aspetti da tutti i punti di vista e, soprattutto mosso da obblighi di correttezza deontologica, incline a suggerire solo quello che è realmente efficace, con un bilancio tra rischi e benefici a vantaggio del paziente (come a Bagni di Pisa)
Evitare quindi accuratamente di fare auto prescrizioni o seguire, senza aver consultato un vero esperto, i suggerimenti dell’amica o dell’ennesimo articolo che annuncia (come ogni primavera) “l’arma finale”, la metodica ultima e definitiva contro la cellulite.


06 mag alle 09:32
Ho 47 anni e da parecchi anni ho il problema della cellulite, ma in questi ultimi anni è mollto visibile…premetto che sono in sovrapeso (circa 10 kg) e per questo sto cercando di migliorare la mia alimentazione, riducendo dolci soprattutto….volevo chiederLe se la mesoterapia è adeguata come cura…3 anni fa feci una cura di 10 sedute ed i risultati furono visibile, purtroppo per problemi economici nn mi è stato possibile ripetere con richiami costanti, ed ora le mie gambe sono tornate come prima se non peggio perchè ora al tatto (premendo) mi fanno anche male…
ringrazion della risposta
saluti
valeria
10 mag alle 17:21
Cara Valeria,
come avrà avuto modo di leggere sul mio post sulla cellulite, non esiste un solo modo di manifestarsi per questo tipo di ptoblema. Premesso che la valutazione clinica e l’inquadramento diagnostico sono i requisiti fondamentali per stabilire la corretta terapia, posso dirle che la mesoterapia è una metodica tuttora valida per contrastare la cellulite. Per ulteriore chiarezza va sottolineato che la mesoterapia non è, scusi il gioco di parole, una terapia, ma una metodica di somministrazione di un farmaco. Quindi la questione non è se funziona o no la mesoterapia ma il farmaco usato e se c’è l’indicazione clinica.
Detto questo è comunque fondamentale che lei perda il peso in eccesso e non basta ridurre i dolci. E’ necessario impostare una corretta alimentazione, personalizzata e soprattutto è indispensabile fare del movimento aerobico: una bella passeggiata a passo veloce di 40 minuti almeno tre volte alla settimana e bere almeno 1,5 – 2 litri al giorno di acqua oligominerale.
un saluto
N- A. Fortunati